Aiutiamo i dilettanti: la proposta di Daniele Adani

Condividi

In qualità di Società Sportiva Dilettantistica sottoscriviamo ogni singola parola pronunciata da Daniele Adani, ex Calciatore di Serie A, durante la diretta Instagram con Bobo Vieri. L’emergenza sanitaria che ha colpito tutti in questo 2020 ha sortito i suoi effetti anche sul mondo dello Sport. Ancor di più sul movimento dilettantistico in generale, che con enormi sforzi, di anno in anno prova a portare vanti avanti le attività e progetti. Il perdurare di questa pandemia porterà sicuramente ad uno stato di difficoltà per tutte quelle società che basano la propria attività, i propri obbiettivi e programmi anche sull’aiuto di Aziende amiche che collaborano con contratti di sponsorizzazioni. Sponsorizzazioni che, ora come ora, non sono al primo posto della scala di valori e possibilità per molti.

Ringraziamo tutti i nostri partener che nel corso degli anni ci supportano e ci fanno sentire la loro vicinanza.

#forzavirtus #cuorerossoblu  https://www.virtusfondic5.it/partner/

 

Queste le parole di Adani:

Noi dobbiamo in questo momento difficile rispettare e dare un abbraccio a tutti i tesserati del calcio dilettantistico. Perché l’anno scorso i nostri colleghì perché tutti abbiamo iniziato da lì, erano 365.034 nelle varie categorie dilettantistiche. Mentre 680.531 erano i giovani delle scuole calcio o settori giovanili dilettantistici. Quindi, per la stagione 2019/2020 il totale di iscritti è stato di 1.045.565. Oltre un milione di persone che fa parte di questo grande ed importante mondo. A mio avviso l’unico modo per tenere in vita quel calcio, costretto altrimenti a chiudere, è tassare lo stipendio dei calciatori di Serie A del 5%. I calciatori della massima serie lo devono fare con il sorriso, perchè facendo questo gesto i calciatori salvano loro stessi, visto che tutti sono partiti da lì. Tanti di loro torneranno lì, perché i calciatori, quando finiscono la carriera ,non tutti vanno a fare i dirigenti, gli allenatori o i procuratori. Molti tornano nel paese che li ha cullati e li ha fatti diventare uomini, andando a creare scuole calcio, accademie”.

Se non si sostiene il calcio di territorio non si tiene in piedi“Bisogna essere felici di tassarsi del 5%. Sennò è una guerra tra federazioni e i bambini dei paesi non faranno più calcio. Ci vuole un gesto forte, ma dev’essere fatto con gioia, e dovrà essere presente nei contratti dei prossimi anni, è l’unico modo per tenerlo in vita. Non ce la fanno perché le fabbriche chiudono, come fanno a sponsorizzare e i nostri figli come potranno seguire i loro sogni senza dilettanti. Siamo nati e cresciuti lì. Difendendo i dilettanti difendiamo noi stessi. A certi livelli non è un 5% che fa la differenza, però per il calcio dilettantistico un 5% è tanto La Serie A non muore mai perché produce, è la quarta industria più prolifica del Paese, ma i dilettanti senza aiuti chiudono.”

Area Comunicazione Virtus Fondi